Valigie-spago

Il Canton Ticino ha votato, in un recente sondaggio, sul principio “prima i nostri”, ossia se vanno privilegiati nelle assunzioni i lavoratori residenti rispetto ai “frontalieri” italiani. Sono circa 60.000 i lavoratori italiani che ogni giorno si recano in Svizzera, con incarichi svariati. Certo non sono più i muratori bruni e irsuti che negli anni ’50 e ’60 costruivano letteralmente le città svizzere e si cuocevano nelle fornaci insieme ai laterizi.

Casualmente mi è capitato per le mani un servizio di Epoca del 1960 dove vengono denunciate le condizioni dei lavoratori italiani in Svizzera, che allora non erano frontalieri ma “stagionali”. Alcune foto mostrano le baracche e le latrine, le arcinote valigie legate con lo spago e le scritte “affittasi camera esclusi gli italiani”. Si parla anche del “dumping” salariale, quell’accordo non scritto per cui i lavoratori italiani possono permettersi stipendi più bassi e si adattano a condizioni vessatorie. In altre parole: “gli italiani non fanno storie”.

Oggi tutto è cambiato rispetto ad allora, si viaggia in macchina o in treno ma senza le valigie di cartone, non ci sono più i dormitori gestiti dagli affittacamere senza scrupoli. Restano i problemi del dumping salariale e dell’intolleranza. Resta la legge del mercato, che fa preferire agli imprenditori svizzeri lavoratori che “non fanno storie”, guadagnano meno dei locali ma possono permetterselo, dato che spendono i salari in un Paese con un costo della vita minore.

Dalla ricca frontiera italo-svizzera di tanti anni fa, alla misera frontiera italo-africana di oggi, il passo è breve nonostante il tempo e i chilometri. Ecco un altro servizio con baracche e latrine puzzolenti, ecco un altro mondo di imprenditori senza scrupoli che sfruttano persone che adesso non sono “frontalieri” e neppure “stagionali”, ma “richiedenti asilo” e comunque “non fanno storie” per qualunque lavoro umile, dalla raccolta dei pomodori e atri lavori stagionali fino alla prostituzione. Nel numero 37 de l’Espresso (11/09/16) Fabrizio Gatti ci porta in un mondo rovesciato rispetto a quello di sopra, ma identico. E anche in questo caso, i Governi chiudono gli occhi o guardano altrove. (L.M.)

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