Da Epoca, agosto 1977Uomo-manichini

“I latini avevano due termini per definire l’uomo: uno ammirativo, vir; l’altro quasi spregiativo, homo. Col passar dei secoli il vir s’è perso. Ma sono rimasti l’aggettivo «virile» e il sostantivo «viri­lità». Virile, secondo il dizionario più dif­fuso: «di o da uomo, in contrapposto a femminile o bambinesco. Virilità è l’età dell’uomo maturo, quando ha la pienezza delle forze e del vigore d’animo». Virilità, oggi, è un termine desueto, quasi ambiguo. E tuttavia non si fa che discutere dell’ uomo: non è chiaro il termine per defi­nirlo, non è chiaro il ruolo che gli com­pete. Se è vero che la donna cerca una nuova dimensione, l’uomo sembra aver totalmente smarrito la sua. Qualche set­timana fa, su Epoca, sei uomini famosi hanno discusso della donna. Questa volta quattro donne, altrettanto note, discutono dell’uomo d’oggi. I punti d’osservazione sono di­versi. Ida Magli, antropologa, ritiene che l’uomo stia astu­tamente volgendo a suo favore tutti gli sforzi e­mancipativi della donna; Augusta Lagostena Bas­si, avvocato, ed Emma Bonino, deputato radi­cale, affermano che il «maschilismo» riaf­fiora anche tra i pro­gressisti; Natalia Ginzburg, scrittrice, pen­sa che dovrebbero es­sere proprio le don­ne a scoprire come sarebbe giusto e bel­lo che gli uomini fos­sero(scarica in PDF l’estratto dell’articolo)

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