anneFino a meno di cinquant’anni fa la donna sposata perdeva il cognome “da nubile” e assumeva quello del marito. Questo valeva, e vale ancora in tanti Paesi compresi gli USA, anche per le donne in carriera, le professioniste, le artiste. Figuriamoci nel 1931. Figuriamoci se tuo marito ha una personalità ingombrante e gode di fama e notorietà. Sarai relegata al ruolo di “moglie di…”

Anne Morrow, moglie di Charles Lindbergh, avrebbe potuto benissimo accettare questo ruolo, godere di notorietà riflessa, frequentare i salotti dove la sua sola presenza sarebbe bastata a creare l’atmosfera avventurosa delle grandi imprese aviatorie. Senza rischiare niente. Ma Anne non ci sta, decide di camminare a fianco del marito diventando aviatrice anch’essa, e anche marconista per rendersi utile come secondo ufficiale a bordo dei piccoli idrovolanti di allora.

Poi verranno anche periodi bui, il rapimento e la morte del figlio, le scelte politiche sbagliate, e le avventure sentimentali con de Saint Exupéry, ma nei primi anni, prima che tutto ciò accadesse, Anne Morrow Lindbergh fu semplicemente una donna libera, scrittrice e aviatrice, per niente “numero due” rispetto a Charles.

Io personalmente la conobbi tanti anni fa, in uno strano volumetto che stava nella libreria di famiglia e il cui titolo “A oriente per il nord” mi appariva misterioso e poco invitante. Molto più invitante era l’immagine di copertina, che mostrava un itinerario complicatissimo dall’America alla Cina, e la prima foto del frontespizio, dove c’era un piccolo aeroplano da cui sporgevano due teste di aviatori. Poteva essere un racconto di combattimenti e avventure, o di esplorazioni. Per questo poi alla fine mi decisi a leggerlo. Mi piacque allora, anche se non c’erano combattimenti e le avventure erano appena accennate, perché narrava altro. Narrava del viaggiare scomodo, del rimbalzare tra una civiltà e un’altra di queste che hanno scelto di vivere ai confini delle zone abitabili, dove i giornali arrivavano una volta all’anno con la nave rompighiaccio, tutti insieme quelli dell’anno prima, e gli abitanti del villaggio li leggevano uno al giorno, tenendosi rigorosamente un anno indietro rispetto alla storia, ma conservando la buona abitudine del quotidiano, come in una Macondo artica.

Narrava dei vari modi di salutare, e del perché il sayonara dei giapponesi ha un sapore diverso dagli altri, più maturo e consapevole, e del motivo per cui la casa del tè non deve avere muri di pietra ma pareti di carta, e le finestre devono essere ad altezze differenti.

Tutto questo raccontato da una donna, mentre forse un uomo avrebbe parlato solo di consumi di benzina, di avarie al motore e di venti favorevoli. E forse della sua superiorità rispetto alle popolazioni incontrate.

Ecco perché questo libro fu un bestseller negli anni ’30 e conquistò un ambito premio nel 1935, come miglior nonfiction dell’anno, e perché abbiamo deciso di inserire “A oriente per il nord” tra i nostri Numeri Due, questa volta declinati al femminile. Buona lettura! (Mister X)

A Oriente per il Nord – In idrovolante da Washington alla Cina

Ebook Xedizioni 2015, € 3,99

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