Recentemente un lettore ci ha fatto una strana richiesta: rintracciare una pubblicità automobilistica su un numero di Epoca degli anni ’60. La marca è Audi, la stranezza è che quella pubblicità è in latino. Ringraziamo Giulio Galletti per la tenacia con cui ha insistito facendoci avere vari indizi e raccontandoci la sua testimonianza: “il nostro straordinario professore di italiano e latino (frequentavo il liceo scientifico) non si lasciò scappare l’occasione per utilizzarla per una brillante lezione di latino, molto motivante per gli studenti…”. Alla fine è stato lo stesso Galletti a fornirci le coordinate esatte per rintracciare il trafiletto pubblicitario in una delle prime pagine di un numero del marzo 1966. Quasi una sorta di sfida culturale, con relativa traduzione in fondo al fascicolo.

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Una pubblicità “sussurrata”, nella quale si parla di trazione anteriore, di cavalli vapore, di chilometri e altre cose tecniche usando la grammatica e il vocabolario di Cicerone: certo non alla portata di tutti, come il prezzo della vettura d’altronde, indicato in fondo, in fondo. Fa pensare a come si siano rovesciate oggi le cose: la pubblicità dagli anni ’80 tende a voler sedurre, ti induce a desiderare e acquistare uno status non un auto e non sussurra ma urla, e non certo in latino, e per prima cosa ti spara delle cifre per convincerti che non esistono auto che non siano alla portata di tutti, anche le mitiche Audi: “Tua da xxx euro al mese!”, sottolineando con quel “Tua” che sei proprio tu il futuro proprietario (o affittuario) di quel gioiello.

Troppo elitaria la prima? Troppo democratica la seconda? Si sa, la comunicazione pubblicitaria lavora per eccessi. (L.M.)

 Ecco la traduzione (fai clic qui per scaricare l’estratto in pdf stampabile):

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